Fondazione Carlo Molo Onlus
Presidente:
Dr. Mariateresa Molo

LABORATORIO SPERIMENTALE AFASIA


coordinatore del servizio : Dr. Alberto Giachero
Intervento d'emergenza Neurologia 3 - Molinette
 

IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI DEGENZA NEI PAZIENTI COLPITI DA ICTUS CEREBRALE IN UN REPARTO DI EMERGENZA

Il Laboratorio Sperimentale Afasia è presente con due psicologi all’interno del reparto di Neurologia 3 dell’Ospedale Molinette di Torino con l’obiettivo di strutturare e gestire un intervento specifico su pazienti con Deficit Cognitivo Acquisito e sui loro familiari in condizioni di emergenza.

 

Gli Psicologi di afasialab in veste di frequentatori intervengono su segnalazione del personale  medico nelle situazioni in cui il disagio psichico del degente e dei familiari richieda un consulto specifico di natura psicologica.

Il protocollo di gestione psicologica prevede:

1)      Consultazione della cartella clinica dei pazienti, con la trascrizione dei dati relativi alla lesione, anamnesi ed esame obiettivo presenti in cartella clinica;

2)      Consultazione con i Neurologi del reparto, per valutare con i Medici le priorità nella gestione del caso;

3)      Giro visite dello Psicologo, che comprende un primo approccio con il paziente, un colloquio con i familiari e l’osservazione e il riconoscimento delle figure di riferimento che gravitano intorno al paziente;

4)      Primo colloquio con il paziente, che avviene in media, se possibile, dopo quattro giorni dal ricovero. In assenza di disturbi del linguaggio di una certa gravità vengono indagate diverse aree tra le quali la composizione familiare e lo studio dei legami, il lavoro svolto dal paziente, i fattori di stress precedenti al ricovero, lo stile di vita e le reti sociali del paziente;

5)      Colloqui con i familiari, al fine di fornire loro un sostegno psicologico di emergenza. I familiari vanno contenuti nelle loro ansie giustificate dal repentino cambiamento di vita che li attende; solitamente sono  afflitti da scenari catastrofici e cercano conforto in prognosi favorevoli che non possono essere confermate dai medici. Lo psicologo in questa circostanza cerca di tranquillizzarli dando loro informazioni sul possibile decorso e risponde a domande sulla gestione dei casi interna al reparto. Si attivano anche interventi di tipo psicopedagogico, per aiutare i coniugi a comprendere la componente organica dei nuovi atteggiamenti del partner cerebroleso, utilizzando approcci psicoeducativi. Viene anche esaminato lo stile di accudimento intorno alla malattia, dal momento che spesso le famiglie ri-organizzano il loro stile di vita in maniera da offrire al paziente cerebroleso compagnia e assistenza completa nelle ventiquattro ore. Nel caso di disturbi del linguaggio è necessario istruire i familiari al rispetto dei turni di conversazione e ad interpretare i bisogni del congiunto chiedendo sempre conferma di quanto compreso. Questo rappresenta il primo passo per preservare nel paziente la motivazione alla riabilitazione;

6)      Valutazione neuropsicologica, per la valutazione dello stato cognitivo del paziente. A tale scopo viene utilizzata una batteria di test psicometrici standardizzati che forniscono un quadro generale delle capacità cognitive del paziente (memoria, attenzione, concentrazione, funzionalità frontale, linguaggio, prassia, ragionamento)

7)   Colloqui con il paziente, una volta stabilita l’entità del deficit cognitivo seguono almeno tre colloqui con il paziente con la finalità di a) stabilire la reazione del paziente al deficit organico; b) fare ipotesi sul futuro adattamento sociale del paziente compatibilmente con l’impatto della lesione; c) valutare il contributo della struttura pre-morbosa di personalità al quadro clinico; d) indagare la differenziazione dei sintomi che sono sequele dirette della lesione da quelli associati a precedenti stati di personalità

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